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 17° Raduno Trentino, 15-16-17 Luglio 2005

Una Data Da Incorniciare

Premetto che quando salgo a bordo della mia S2000 torno indietro di 35 anni e pertanto più che un sunto di un raduno, desidero scrivere una favola per bambini.

Dovete sapere che in quel di Bassano, un venerdì pomeriggio, verso le 17 e 30, lo zio e il Dottore decidono di trovarsi per raggiungere altri amici che li aspettano in provincia di Trento, più precisamente Levico Terme. I nostri due amici, pianino pianino, ma neanche poi tanto, raggiungono il loro albergo, dove trovano alcuni amici ed oltre a scambiarsi i saluti, si scambiano anche molti cin cin a base di vino e birra a go go, per poi proseguire verso i punto di ritrovo al Du Lac, splendido albergo adagiato su un romantico laghetto, dove ad attenderli vi sono gli altri amici. Si fanno le presentazioni tra i nuovi amici, e, dopo una lauta cena, si parte con destinazione la prima “giostra”. Le solite raccomandazioni prima della partenza: “ci fermiamo tra 12 km per fare benzina”, naturalmente, come in tutti i gruppi, c’è sempre qualcuno che non ascolta ed ecco che a quasi 1 km dal distributore, perdiamo l’amico Avvocato che è tornato indietro a fare benzina. Siamo pronti per partire... l’ultima raccomandazione: “se ci perdiamo, prendete per Folgaria”. Nello zio un attimo di perplessità, se ci perdiamo? Vabbeh. Si parte, davanti l’Albergatore con la sua speedster gialla, dietro Numberman e consorte su M3, poi Aec motor su mitsu evo carica di passeggeri, lo zio sul suo giocattolo quindi Simone Solberg su impreza sti e via via tutto il gruppo delle S2000. E’ stato un percorso ricco di curve da utilizzare nei manuali di guida sicura, molto, ma molto divertente. Sosta in un bar con relativa bevuta e....sorpresa....la macchina, dell’amico Alessandro, parcheggiata , tamponava la macchina dello zio che gli era parcheggiata davanti ed in salita, ..o forse lo zio nell’eccitazione della splendida gita non ha tirato bene il freno a mano? Si ritorna verso l’hotel Du Lac dove troviamo il President-papi che si era sacrificato per attendere altri amici/soci che stavano arrivando. Ci diamo la buonanotte e l’appuntamento per l’indomani alle 9 e 30. Gli ospiti, tutti, dell’albergo S.Cristoforo non si spiegano nè le misure nè l’imbottitura dei letti. Lo zio ad esempio, che è abituato a dormire su un letto matrimoniale, non si spiega come si possa su uno stesso letto mettere da un lato un materasso morbidissimo e dall’altro un materasso durissimo. Morale della favola lo zio si è svegliato con la brina nei capelli, sembrava dormire in piedi.

Gli ospiti del S.Cristoforo alle 9 e 30, colpa della ragazza di Alessandro, non c’era, ma è sempre colpa sua, (vero Ale?), partono con prima destinazione il distributore dove fare il pieno di benzina. Il gruppo poi raggiunge, in ritardo, l’Hotel Du Lac per il ritrovo generale. Ci sono veramente tanti amici, tutti in sella ai propri mezzi, saranno stati circa 25 auto che in fila indiana e muniti ognuno del proprio road-book, fornito dal president-papi, si avviano verso la nuova meta: il passo Pordoi. Una strada ricca di curve e tornanti e non vi dico il divertimento dei ns. amici nell’affrontare tale percorso. Forse il divertimento ha sorpassato i limiti del bon ton stradale dati i gestacci degli altri automobilisti, motociclisti e ciclisti. Raggiunta la vetta i nostri eroi hanno fatto una sosta culinaria, dove hanno potuto scambiarsi impressioni di guida. Nel frattempo il tempo si era messo al brutto e faceva freddo, al che si decideva di ripartire e rientrare alla base.....mahh....manca qualcuno, tuonò il President-papi, manca l’Avvocato che con la sua dolce consorte, aveva approfittato della pausa per salire in funivia verso le cime più ardite. Ecco sono tutti pronti, al gruppo si è aggiunto un altro amico e viaa, si scende veloci, fino al punto di ritrovo, l’autostrada e speriamo che non ci siano stati autovelox perchè era veramente difficile andare piano con questa banda di matti. Appuntamento per la cena all’hotel Du Lac. Il nostro President-papi ci vuole presentare una nuova affiliata al club, la sua Viviana (chiamata anche Hondina). Tutti gli amici si stringono intorno, con affetto, a questo scricciolo. Chissà cosa avrà pensato lei, circondata da un’orda di energumeni: “aiutoooo, mamiiii, papiiii voglio andare viaaa, voglio tornare a casa, aiutooo” (usare la voce della Lettizzetto). Finita la cena, è tempo di foto al gruppo, è tempo di nuove idee per rafforzare il club ed è tempo di andare a nanna.

L’appuntamento per l’indomani, ultimo giorno, è sempre al Du Lac con destinazione Affi dove prendere l’autostrada per tornare a casa. Nel tragitto però ci aspetta una novità, l’amico Matteo P. ci aspetta per filmarci dall’alto con l’elicottero coadiuvato dal coraggioso cameramen Alessandro Elise. Davvero una cosa fuori dal comune, penso che mai ad un raduno, svolto in Italia, ci sia stato un Elicottero per le riprese. Siamo grandi. Arrivati ad Affi, quasi tutti, ci facciamo i saluti con l’augurio di rivederci quanto prima.

Questi sono soltanto alcuni dei commenti dei partecipanti: Complimenti a Furio per l’organizzazione, week-end indimenticabile, fine settimana con i fiocchi, bellissimi 3 giorni, bellissima compagnia di matti, bellissime strade, organizzazione impeccabile, splendida esperienza........etc. Alla fine, la morale della favola è che ai raduni bisogna partecipare, perchè nessun racconto e nessuna foto può eguagliare l’emozione di trovarsi tra amici e fare quello che ci piace.

Franco Goldoni


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